ADHD e autoregolazione

Ha le capacità ma non si concentra

A volte la difficoltà non sta nel capire un compito o nel possedere le capacità necessarie per svolgerlo.

Può essere difficile iniziare, mantenere l’attenzione, organizzare i passaggi, ricordare ciò che bisogna fare, gestire il tempo o arrivare alla conclusione senza perdersi lungo il percorso.

Nei percorsi pedagogici lavoro su queste difficoltà costruendo strategie concrete per sostenere organizzazione, autonomia e autoregolazione nello studio e nelle attività quotidiane.

Il lavoro può essere rivolto a bambini e bambine, ragazze e ragazzi con ADHD, ma anche a chi incontra difficoltà di attenzione, pianificazione e gestione del lavoro pur senza una diagnosi.

Vuoi concentrarti per favore?

L’attenzione non dipende semplicemente dalla volontà.

Quando iniziare un’attività, mantenerne il filo o portarla a termine è difficile, ripetere di stare più attenti o di impegnarsi di più raramente offre gli strumenti necessari per riuscirci.

È più utile osservare dove il compito si interrompe e capire quali condizioni, strategie e supporti possono renderlo più gestibile.

L’obiettivo non è fare al posto della persona, ma costruire progressivamente strumenti che possano essere utilizzati con sempre maggiore autonomia.

Su cosa si può lavorare

Il percorso viene costruito in base alle esigenze individuali e alle situazioni in cui le difficoltà si presentano.

Il lavoro può riguardare l’avvio del compito, la pianificazione delle attività, l’organizzazione del materiale, la gestione del tempo, il mantenimento dell’attenzione, la suddivisione di compiti complessi in passaggi più accessibili e il controllo di ciò che è stato fatto.

Può comprendere anche strategie per affrontare lo studio, preparare verifiche e interrogazioni, utilizzare promemoria e strumenti visivi e imparare a riconoscere quali condizioni facilitano o ostacolano il proprio lavoro.

Costruire autoregolazione

Autoregolarsi non significa semplicemente controllarsi.

Significa imparare progressivamente a riconoscere ciò che sta accadendo, prevedere ciò che servirà, scegliere una strategia, verificarne l’efficacia e modificarla quando non funziona.

Per questo il percorso non consiste nell’applicazione di una tecnica uguale per tutte e tutti.

Si sperimentano strumenti diversi, si osserva che cosa accade e si costruiscono strategie che abbiano senso per quella persona e che possano essere utilizzate anche fuori dallo studio.

Studio e funzioni esecutive

Le difficoltà di organizzazione possono diventare particolarmente evidenti nello studio.

Studiare richiede infatti di tenere insieme molte operazioni: capire che cosa bisogna fare, decidere da dove iniziare, distribuire il lavoro nel tempo, selezionare le informazioni, mantenere l’obiettivo e controllare il risultato.

Quando questi passaggi diventano faticosi, possiamo lavorarci direttamente utilizzando anche libri, consegne e materiali scolastici reali.

Il percorso può quindi integrarsi con il lavoro sul metodo di studio, costruendo strategie che tengano conto delle caratteristiche individuali.

Il coinvolgimento della famiglia

Con bambini, bambine e adolescenti può essere importante lavorare anche con la famiglia.

Non per costruire un controllo continuo dei compiti, ma per capire quali modalità di organizzazione, comunicazione e supporto possono rendere più semplice la gestione della quotidianità.

Quando necessario possono essere previsti incontri di consulenza con i genitori, per condividere strategie e osservare insieme ciò che funziona e ciò che invece rischia di alimentare conflitti o dipendenza dall’adulto.

Il rapporto con la scuola

Quando è utile e con l’accordo della famiglia, il lavoro può comprendere anche il confronto con la scuola.

L’obiettivo è favorire una maggiore coerenza tra gli strumenti utilizzati nei diversi contesti e individuare modalità che permettano di sostenere partecipazione, organizzazione e autonomia.

Un intervento pedagogico

Il percorso pedagogico non sostituisce la valutazione diagnostica né gli eventuali interventi sanitari.

In presenza di ADHD può affiancarsi al percorso clinico, concentrandosi sulle situazioni concrete della vita scolastica e quotidiana, sulle strategie di apprendimento, sull’organizzazione e sulla costruzione dell’autonomia.

Se vuoi capire se questo tipo di percorso può essere adatto alle esigenze di tuo figlio o di tua figlia, possiamo partire da un primo confronto.

Ricevo a Cagliari e, da novembre, anche a Decimomannu.

Puoi scrivermi a giorgia.sanna@gmail.com oppure utilizzare la pagina Contatti del sito.